Carmina Burana

Carl Orff, (Monaco di Baviera, 10 luglio 1895 - 29 marzo 1982).
Orff
I Carmina Burana, definiti “Bibbia della goliardia medievale”, ci sono stati tramandati in un unico manoscritto, il codice CLM 4660 della Staatsbibliothek di Monaco di Baviera, 122 fogli in pergamena + 7 fogli del CLM 4660a (il cosiddetto Fragmentum Buranum).

 Il codice, risalente probabilmente intorno al 1230 comprende composizioni redatte, grosso modo, fra la seconda metà del XII sec. e il primo quarto del XIII sec., prevalentemente in area inglese e franco-germanica. Esso fu scoperto nel 1801 nella Abbazia benedettina di Benediktbeuren (l’antica Bura Sancti Benedicti), fondata da Bonifacio fra il 730 e il 740. Nel 1803 il manoscritto fu trasferito nella Biblioteca di Monaco, dove tuttora si trova.

 

 Il codice è illustrato. Esso contiene infatti otto miniature, la più famosa delle quali è quella della Ruota della Fortuna cui sono appesi due sovrani (probabilmente Federico II ed Enrico VII).
 

Altre miniature illustrano le poesie d’amore, e fra queste ve ne sono due con la storia di Enea e di Didone. Altre ancora sono dedicate ai temi del gioco e del vino, con scene di bevute e di partite a scacchi, a dadi.

 

Molti componimenti sono stati musicati (vi è anche la notazione).


Carl Orff, scoprì, presso un antiquario di Würzburg, il codice intitolato Carmina Burana (era stato lo studioso Johann Andreas Schmeller a dargli questo titolo in occasione della prima pubblicazione), ne ordinò una copia e il Giovedì Santo del 1934 ricevette il libro: «Nell’aprirlo trovai subito sulla prima pagina l’immagine, da lungo tempo famosa, della Fortuna con la ruota. Immagine e parole mi sopraffecero».Carmina_burana_amanti

 


Così compose subito i primi due cori, «O Fortuna» e «Fortune plango vulnera».

Nacquero così i Carmina Burana, «cantiones profanae, cantoribus et choris cantandae comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis» (ovvero «canzoni profane, per solisti e coro accompagnati da strumenti e raffigurazioni magiche»). Il compositore, infatti, confessò di essere rimasto colpito dalla «trascinante forza ritmica, dalla ricchezza immaginifica» dei Carmina e non pensava a un’esecuzione in forma di concerto, ma a una vera e propria rappresentazione scenica.


Carmina_burana_frateIn questa forma i Carmina Burana debuttarono l’8 giugno 1937 all’Opera di Francoforte. La prima in Italia si tenne il 12 ottobre 1942 al Teatro alla Scala. I Carmina Burana divennero in effetti il primo brano di di un trittico musicale destinato alle scene, I Trionfi, che venne completato dai Catulli Carmina (1943) e dal Trionfo di Afrodite (1953).  Successivamente i Carmina Burana divennero una pagina da concerto, e non da palcoscenico.

 

L'opera è strutturata in un prologo, tre parti e un finale (ripetizione della prima sezione del prologo):